NOCOST - Notiziario del Corso di Studio

Le News sono ora integrate da un notiziario più ampio. Non solo brevi informazioni, ma un qualcosa che si avvicina ad un giornale: notizie, informazioni, commenti, riflessioni, storia, storie, opportunità di studio e di lavoro. Tutti sono invitati a dare il loro contributo per una crescita comune.
Perché NOCOST? NOCOST è un acronimo: NOtiziario del COrso di STudio. Ma NOCOST fa riferimento anche a "No cost campaign", un termine coniato inizialmente da uno studente dell'Università di Stanford, riferendosi ad una campagna politica in cui i candidati corrono senza fondi. Questa si basava sui principi della rete Web 2.0. Oggi questo strumento è sempre più collaudato e fruibile da tutti, ed è per questo che il suo uso può essere di grande aiuto ad una condivisione delle informazioni e delle idee con l'obiettivo di rendere l'ambiente universitario più "amichevole".
Ex studenti

Intervista a Damiano Rapone


di Marcello Salmeri

Damiano Rapone si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica, presso l'università di Tor Vergata nel Luglio 2011.
Dal 2013 lavora per TIM (ex Telecom Italia) nel centro di ricerca e sviluppo TILAB (ex CSELT), nel Dipartimento di Innovazione dell'Accesso Radio della rete mobile di TIM. Si occupa principalmente di architetture ed analisi prestazionale di tecnologie innovative per i sistemi 5G.
Pratica attività sportiva ed ha una passione per la cucina in ogni sua forma.


Che studi superiori hai fatto e dove?
Mi sono diplomato nel Luglio 2004 presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale (ITIS) di Ferentino (FR), specializzazione in Elettronica e Telecomunicazioni.

Come hai deciso di iscriverti a Ingegneria?
Dato il mio percorso di studi superiori, l'iscrizione ad un corso di studi in Ingegneria era "quasi" obbligata. Dico quasi perché alcuni miei compagni di studio hanno intrapreso percorsi universitari totalmente diversi, ma io ho deciso per Ingegneria un po' per una questione di coerenza e, soprattutto, per aprirmi più possibilità nel mondo del lavoro.

Perché a Tor Vergata?
Durante il quinto anno della scuola superiore ho avuto la possibilità di sperimentare un giorno dietro i banchi dell'Università, tra tutti gli altri studenti (quelli regolarmente iscritti). Ricordo che arrivai a Tor Vergata, nelle aule di Sogene (allora non sapevo si chiamasse così) e seguii una lezione di Chimica. Mi immedesimai talmente nel ruolo che mi misi a prendere appunti... appunti che poi ho dato ad un ragazzo che sedeva vicino a me durante la lezione. Mi piacque talmente tanto quell'ambiente che pensai tra me e me che Tor Vergata poteva essere una scelta valida. La scelta finale poi è stata dettata anche dall'esperienza di mio fratello in un'altra Università romana che, di fatto, ha contributo molto a restringere il numero delle possibili candidate. Non ultimo, infine, il fatto che, frequentando a Tor Vergata, avrei potuto seguire le lezioni all'Università senza necessariamente trasferirmi da Alatri (FR), mio paese di nascita. Cosa che poi ho fatto, ma questa è un'altra storia…

Come è stato il tuo impatto con l'università?
Al di là dell'episodio "simulato" che ho vissuto durante l'ultimo anno della scuola superiore, l'impatto vero e proprio con l'Università è stato abbastanza traumatico, ma solo per un mio "senso di inferiorità" che ho sempre provato rispetto a coloro che hanno frequentato scuole superiori diverse dalla mia (leggi Liceo). Temevo di non essere in grado di reggere il confronto e che non avrei concluso nulla. Salvo poi accorgermi, giorno dopo giorno, che, bene o male, si era tutti sulla stessa barca e che le difficoltà che incontravo erano condivise anche con altri miei compagni di studio, indipendentemente dal background scolastico.

Quali sono state le maggiori differenze che hai trovato rispetto al tuo percorso scolastico?
Preciso che, sin dai tempi delle superiori, sono sempre stato abbastanza in grado di organizzare lo studio in modo da arrivare sufficientemente preparato alle interrogazioni o ai compiti in classe. Tuttavia il fatto di essere in una situazione di completa autonomia gestionale/organizzativa con la sola unica scadenza ben nota (ossia la data dell'esame) mi ha un po' lasciato spaesato. Dovevo decidere io come fare: se ridurmi all'ultima settimana pre-esame oppure studiare giorno per giorno: non c'era il prof. che mi "controllava". Tutto dipendeva solo ed esclusivamente da me.

Hai qualche aneddoto che ricordi con particolare piacere?
Ne ho diversi: il corso di Chimica (primo esame del primo anno) con il romanaccio Prof. Ceccaroni: come non dimenticare la formula chimica della bicicletta ("R2T, du' rote e 'n telaio") e il suo perenne "pe' ovvi motivi" come spiegazione universale a qualsiasi dubbio/domanda. L'esame di Simulazione di Circuiti e Sistemi Elettronici, a ridosso delle feste natalizie, concluso con un brindisi e fettazza di panettone (con tanto di foto con me intento ad affettare il panettone); esame orale di Circuiti Integrati a Microonde: caldo pazzesco nello studio del Prof., io che termino di esporre ed il Prof. che rimane fisso, immobile... era svenuto, uno spavento pazzesco pensando che fosse accaduto l'irreparabile! Ok, meglio metter fine all'operazione nostalgia!

Come ti sei trovato come ambiente a Tor Vergata?
Come detto in precedenza, al di là dell'impatto iniziale non proprio dei migliori, devo dire che aver puntato su Tor Vergata è stata una delle scelte migliori che abbia mai fatto: un ambiente giovane, ricco di stimoli e in continua trasformazione. Non il classico ambiente accademico eccessivamente formale e frequentato da quelli con la puzza sotto il naso. Ho stretto amicizie vere e sincere negli anni dell'Università, con persone che porterò sempre con me.

Quale corso di laurea hai frequentato?
Ho frequentato il corso di studi in Ingegneria Elettronica, sia durante la Laurea Triennale che durante la Laurea Specialistica (ai miei tempi si chiamava così!)

Ritieni che l'università ti abbia preparato adeguatamente per il mondo del lavoro?
Questa è una domanda davvero difficile cui rispondere, principalmente perché mi ritrovo a fare un lavoro che, seppur tecnico, c'entra ben poco con il percorso di studi intrapreso. Tuttavia sono fermamente convinto che, tutto sommato, l'Università mi abbia messo nelle condizioni migliori per poter svolgere con efficacia ed efficienza (anche a detta di diversi colleghi) un lavoro che poco si confà con il mio percorso di studi. Mi ha dato gli strumenti per adattarmi e per dare il meglio di me anche al di fuori della "confort zone" rappresentata dal background accademico.

Secondo te, ci sono argomenti che ti sarebbero stati utili, ma non hai svolto durante il tuo percorso?
Avere qualche base relativamente alle comunicazioni radiomobili avrebbe fatto molto comodo. Ma mai avrei pensato che alla fine mi sarei ritrovato a lavorare in un'azienda di Telecomunicazioni. Ma non rimpiango minimamente il percorso di studi intrapreso, non solo per le conoscenze e competenze acquisite ma soprattutto per i rapporti umani che ho stretto con tante persone meravigliose.

Come hai scelto la tesi da svolgere?
Ho scelto di svolgere la tesi di Laurea Triennale in Optoelettronica con il Prof. Di Carlo visto che mi piacque molto il corso da lui tenuto durante l'ultimo anno della Triennale (e l'esame andò anche abbastanza bene). Motivazione analoga (ma un po' più ragionata) quando ho deciso che avrei chiesto la tesi al Prof. Limiti dopo aver fatto con lui ben tre esami (Metodi per l'Elettronica delle microonde, Elettronica per lo Spazio e Strumentazione e Misure ad Alta Frequenza) per quanto riguarda la Laurea Specialistica.

Su quale argomento hai svolto la tesi?
La tesi di Laurea Triennale l'ho svolta su un argomento di Optoelettronica: "Caratterizzazione di nanotriodi a nanotubi di carbonio" mentre quella della Laurea Specialistica su un tema di Elettronica per lo Spazio: "Circuiti digitali su GaAs: studio e progetto di S/P converters in logica SBFL"

Ti è stata utile la preparazione alla tesi per le tue conoscenze e competenze?
È stata sicuramente un buon esercizio per la ricerca mirata di informazioni utili allo svolgimento del lavoro (di tesi in questo caso). È vero che, ad oggi, c'è tanta informazione a disposizione ma la difficoltà sta nel trovare ciò che veramente serve al proprio lavoro/attività. Ed imparare a strutturare l'informazione è una competenza che ho affinato durante gli anni dell'Università e messo in pratica durante la tesi.

Come hai iniziato a cercare un lavoro?
In maniera del tutto casuale: ho iniziato nel 2010 il mio rapporto – allora non ancora lavorativo in senso stretto – con l'azienda presso la quale sono tutt'oggi impiegato (TIM), quando ancora non ero nemmeno laureato. Sono stato contattato dal personale di Risorse Umane di TIM per prender parte alle selezioni che mi avrebbero permesso di accedere ad un percorso di formazione per giovani imprenditori chiamato "Leader del Futuro", organizzato dalla società The European House – Ambrosetti, della durata di anno. Quindi ho seguito questo percorso formativo da Aprile 2010 fino a Giugno 2011, contemporaneamente all'ultimo anno di Università.

Puoi descrivere il suo percorso lavorativo?
Ho completato gli studi a Luglio 2011 e, già a Settembre, ho iniziato uno stage di 6 mesi presso il centro di ricerca di TIM (allora Telecom Italia) di Torino, più noto come TILAB (ex CSELT - Centro Studi E Laboratori Telecomunicazioni). Mi sono quindi trasferito da Alatri a Torino per questi 6 mesi. Salvo poi decidere di prender parte alle selezioni per un Master di II Livello in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino, finanziato da Telecom Italia, dal titolo "Innovazione di reti e servizi nel settore ICT". Selezioni superate e quindi un altro anno di permanenza a Torino al termine del quale è arrivata la proposta di assunzione a tempo indeterminato. Accettata senza pensarci su due volte!

Che lavoro fai oggi?
Ho iniziato l'attività lavorativa nel dipartimento di Wireless Access Innovation di TIM ed inizialmente il mio focus era sulle simulazioni prestazionali del livello fisico della tecnologia radio nota come LTE (Long Term Evolution). Ho preso parte al lavoro di modellazione di ricevitori a cancellazione di interferenza per poi analizzare tecniche di trasmissione di tipo CoMP (Coorinated Multi-Point). Successivamente ho cominciato a lavorare in progetti di ricerca finanziati (5GrEEN ed EXAM su tematiche di efficienza energetica, FANTASTIC-5G sulle interfacce radio per i sistemi 5G operanti al di sotto dei 6GHz e 5G-CORAL sull'Edge e Fog Computing) e a prender parte a trial di sperimentazione in campo, come ad es. un trial sulle trasmissioni full duplex. Da quasi due anni faccio attività di standardizzazione tecnica presso l'ente 3GPP in qualità di delegato TIM nel gruppo di lavoro RAN2, che si occupa di standardizzare le architetture di rete e le funzionalità dei protocolli radio dei prossimi sistemi 5G e delle procedure di Radio Resource Management. Continuo con le attività di trial: al momento (Febbraio 2018) sono coinvolto assieme ad altri colleghi TIM in attività di "Industry 4.0" in collaborazione con Ericsson e Comau (azienda del gruppo FCA).

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Sono molto soddisfatto dell'attività di lavoro che svolgo al momento e, come prossimo obiettivo, vorrei approfondire le mie conoscenze della rete radiomobile acquisendone quanto più possibile una vista globale (End-to-End). Ciò mi permetterebbe di svolgere al meglio l'attività in 3GPP, che mi dà modo non solo di interfacciarmi con professionisti di tante aziende del settore delle Telecomunicazioni ma anche di viaggiare e vedere nuovi posti (sono stato diverse volte in USA, Canada, Cina, Corea del Sud, diversi Paesi in Europa), nonché di migliorare la lingua inglese.

Quali sono oggi i tuoi sogni?
Mantenere il giusto equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Ritengo di averlo già trovato ma, appunto, la difficoltà sta nel renderlo stabile. Voglio svolgere al meglio il mio lavoro senza per questo dover sottrarre del tempo a me stesso e alle persone cui voglio bene. Non ultimo il fatto di poter ricambiare quanto i miei colleghi mi trasferiscono giorno dopo giorno, non solo sul piano lavorativo ma, soprattutto sul lato umano.

 

di Marcello Salmeri (13 febbraio 2018)